Il trentuno gennaio, il giorno più freddo dell’anno, Pietro Gilardi venne ritrovato in un campo. L’uomo, ventinovenne di ampia stazza ed alta statura, tremava come una foglia sul sedile posteriore della macchina della polizia locale. Per riprendersi dallo shock gli fu data una coperta termica, una barretta proteica ed un sorso del caffè americano di uno degli agenti. A denunciare la sparizione del figlio era stata la madre Antonella, sei mesi prima. Le ricerche erano proseguite fino a dicembre quando il ragazzo fu dichiarato morto in seguito al ritrovamento di un corpo sfigurato di simili proporzioni e tratti. Quando Antonella si presentò per identificare il corpo svenne e finì per togliersi la vita dieci giorni più tardi. Il caso fu archiviato. Gli agenti provarono diverse volte a domandare al ragazzo come fosse giunto in quel luogo o dove fosse stato negli ultimi mesi, ma lui non era stato in grado di proferire parola al di là del suo nome. In ospedale si addormentò e non si mosse dal letto per due giorni.
Gennaio 2026